Pillole su Arte e dintorni, getting about

Recensioni su Mostre, Eventi, momenti e luoghi d’Arte.

Visita guidata: MIRO’! Sogno e colore – Bologna – Palazzo Albergati

miro1Domenica 18 giugno, nel caldo di una domenica bellissima, siamo entrati nel giardino di Joan Mirò. Sì, perché la Visita alla Mostra dedicata a Mirò a Palazzo Albergati, sì è subito presentata come una raccolta di fiori di arte. Leggiamo una delle tante frasi appese ai muri del Museo, di Mirò: ‘’Il mio studio è come un orto. Io sono il giardiniere’’. Scopriamo che Mirò dedicava anche anni di lavoro su una tela, esattamente come anni richiede la cura di una pianta, fiore, frutto. Pochissime sono le opere con un titolo, quasi tutte riportano l’afonia del cartello ‘’senza titolo’’. E tu ti ritrovi confuso, spaesato, senza punti di riferimento, senza capire quale significato l’artista avesse voluto esprimere con quell’opera, senza avere un aggancio su cui poterti radicare e chiacchierare. Eppure, se mai avessimo la fortuna di trovarci in un bosco a maggio, nella sua piena fioritura, ci troveremmo immersi in uno spettacolo di fiori, piante, frutti, forme, ombre, colori, e non saremmo così confusi se per ogni singola pianta non trovassimo il cartello che indichi il suo ‘’titolo’’. In quelle ombre, in quelle nuvole nel cielo, in quelle forme e colori, se fossimo in grado di fermarci e lasciare libera la nostra mente, in quel bosco, come bambini felici, riusciremmo a ritrovare figure, giochi, simboli, disegni, che apparirebbero come un film ai nostri occhi, muovendo pensieri ed emozioni. Allora guardiamo i disegni di Mirò, la sua poesia dipinta su tele ritmate con materiali di varia natura, i suoi colori, i suoi non colori, il suo bianco ed il suo nero, tratti informi e sinuosi, i suoi occhi, le sue stelle e le sue lune. Guardiamo le sue opere e tentiamo di non ascoltare la nostra ‘’fame razionale di scientificità e di gossip’’, ma proviamo a nutrire una fame più nascosta e profonda, che nasce nel nostro istinto e nella nostra umanità individuale, che trova espressione nella nostra intima creatività. Scopriamo così che in questo giardino incantato di Mirò ritroviamo il nostro giardino incantato, le nostre forme, i nostri colori, i nostri simboli, il nostro senso, le nostre emozioni, i nostri sorrisi, il nostro intimo linguaggio ancestrale. E ci sfamiamo di stupore.

‘’Le forme germogliano e mutano. Si interscambiano e così creano la realtà in un universo di segni e simboli..’’ Joan Mirò

Grazie a tutti i compagni di gioco che hanno partecipato a questa gita nel bosco di Mirò.

Elisa Salvioli

Visita guidata: Dalí Experience – Bologna – Palazzo Belloni

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Domenica 12 marzo, ore 17, visita alla mostra di Palazzo Belloni a titolo Dalí Experience.

Noi di Get About, un gruppo di venti persone, e la Guida, disponibile e competente.

 Il primo impatto, appena entrati, tutti fermi in una sala minuscola, davanti alla prima opera esposta alla Mostra, Alice, è stato tale, da capire immediatamente che la Experience sarebbe stata evidente. Se intendiamo Experience il caos, la troppa folla ad una Mostra che merita uno sguardo calmo e riflessivo, l’eccessivo frastuono di voci umane, toni di musica buia proveniente da una sala vicina, versi di elefanti e altro, dei quali non chiara l’origine.

Poi, mano a mano che ti inoltri nella Mostra, sempre in compagnia della troppa folla, troppo frastuono e troppi versi di animali, ti inoltri anche nella personalità e opera di Dalí. E arriva quell’attimo nel quale la Experience entra lentamente nel tuo pensare, e ti si apre uno spiraglio di scoperta: che probabilmente l’opera di Dalí va vista e sentita in un contesto anche caotico, perché anche il caos fa parte della sua ricerca artistica, tra realtà e sogno. E capisci anche quanto moderno e anticipatore del nostro mondo contemporaneo sia stato Salvador Dalí.

La natura esuberante e complessa di Dalí, il suo attento studio del vero, della realtà, si esprime in un opera che a volte è pura poesia, simbolica, eterea, dal gusto estetico sublime, un sogno di bellezza, mentre a volte si trasforma in paradossi inqueti, incubi più che sogni, che graffiano lo sguardo e la sensibilità, per risvegliare un allarme umano verso questa realtà, noi stessi e il nostro futuro.

Le opere esposte alla Mostra sono notevoli, e ripercorrono tanto della produzione artistica di Dalí.

Alla fine della Visita, rimane in me un grande stupore, anche un senso di ringraziamento per il passaggio, in questo mondo, di persone di tale livello, anche bizzarre e tenaci come Salvador Dalí, il quale, attraverso un’opera artistica di altissimo valore, una vita stessa vissuta come espressione artistica, ci lascia un’eredità preziosa: quel gusto di meravigliarsi e di sorprendersi, di afferrare che siamo testimoni di un tempo che solo noi possiamo capire e cambiare, nel bene o nel male.

E con questo spirito, riflessivo, arricchito, e leggero, usciamo dalla Mostra, e, con i baffi di Dalí posti sopra i nostri sorrisi, ci facciamo una foto di gruppo surrealista.

Grazie, come sempre, a tutti, per la partecipazione.

Elisa Salvioli

Aperitivo-Laboratorio-Arte: tributo a Salvador Dalì

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Ieri sera sabato 4 marzo ci siamo trovati all’Aperitivo-Laboratorio-Arte alla Manifattura Saltinbanco. Abbiamo esplorato la narrazione di Salvador Dalì, e, in suo onore, degustato paella e sangria.

Un modo di stare insieme per scoprire nuovi sguardi sull’arte e nuove narrazioni.

Maria Benassi, nostra amica e Guida Accreditata, ci ha condotto nell’interpretazione geniale, onirica, simbolica di Dalì. Maria ci ha portati a ri-vedere la molteplicità dei linguaggi di Dalì, e scoprire come la sua attività artistica nascesse dalle sue origini di Catalano vissuto tra il 1904 e il 1989, per esprimersi nei molteplici linguaggi visivi del pittore, scultore, scrittore, fotografo, cineasta, designer, sceneggiatore.

Vedere alcune delle sue opere, ascoltare alcune sue frasi, seguire una sua breve intervista ci ha permesso di prenderci una pausa, e lasciarci trainare nell’onda del non tempo, dell’immaginazione e dello stupore.

Grazie a tutti per la attenta presenza.

Grazie a Maria Benassi per la narrazione coinvolgente.

Ma non finisce qui. Ad ognuno la sua piccola pazzia! Ci ritroveremo per raccontarci le pazzie che il caso ieri sera ci ha affidato.

Elisa Salvioli

   

Visita guidata: Collezione Gelman a Palazzo Albergati

Frida_Kahlo_BolognaGrazie per la sentita presenza a tutti i nostri soci che hanno partecipato alla visita.

Riportiamo lo scritto di Isa, che ci regala il suo sentire dopo la visita guidata. Grazie Isa.

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Domenica 19 febbraio ho partecipato alla visita guidata della collezione Gelman a palazzo Albergati.

E’ stata una immersione in un mondo di colori caldi e sentimenti intensi.

Una giovane guida graziosa nei modi ha alleviato il disagio delle calde, affollate e claustrofobiche sale della mostra.

Ho ascoltato il racconto di come i Gelman hanno iniziato a commissionare ritratti e raccogliere le opere degli artisti locali fra iquali Diego Rivera e Frida Kahlo.

 Guardando le tele e le foto che ritraggono il carnale Diego e la floreale Frida uniti (e indivisibili come direbbe Lucio Battisti), ho assistito al dipanarsi di una rappresentazione delle grandi sofferenze fisiche e sentimentali che pervadono l’esistenza di Frida Kahlo.

Solo la forza espressiva e la determinazione di Frida distraggono dalle dolorose visioni splatter di aborti e incidenti.  La esile Frida si spezza ma non cede e dipinge la sua volontà di esorcizzare il male.

Mi sorride enigmatica da un autoritratto come una Gioconda mexican style. Come a dirmi…

” ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, ma poi ho pensato: ci sono così tante persone nel mondo, ci deve essere qualcuna proprio come me che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io. Vorrei immaginarla e immaginare che lei debba essere là fuori e che anche lei stia pensando a me. Beh spero che se tu sia lì fuori e se dovessi leggere ciò, tu sappia che sì è vero. Sono qui e sono strana proprio come te” (FK)

Isa

 

 

Teatro del Baraccano – 4th Gustav Mahler

Cartolina Mahler front 2017

Ieri sera, 20 gennaio, alle ore 21, sono entrata al Teatro del Baraccano. Sono arrivata nello stato medio di un venerdì sera medio, a fine di una settimana media di impegni, lavoro e stress. Sono uscita alle ore 22, trasformata, la mente libera e nutrita, il corpo rilassato e leggero, l’anima che sorrideva, lo spirito grato e presente. Mi sono regalata un’ora di musica: la Quarta di Gustav Mahler, eseguita dall’Orchestra del Baraccano, Direttore Giambattista Giocoli.

E’ sorprendente avere la possibilità di godere di un gioiello di tale qualità a Bologna, quale è il Programma offerto dal Teatro del Baraccano, e di persone di tale livello che sono capaci di pensare e realizzare questo Programma, a nostro totale beneficio.

Sulla Quarta di Gustav Mahler si possono spendere milioni di parole, dirò solo che sulle sue note e armonie, il pensiero si innalza in quelle dimensioni dove ritrova casa. Sull’Orchestra del Baraccano, vi racconto solo che l’esecuzione della Quarta Sinfonia arrangiata per orchestra da Camera, è stata così eccelsa da recepire la totale piena presenza del pubblico in Teatro, il quale, alla fine, ha prodotto un applauso che non aveva intenzione di fermarsi. L’ascolto della voce di Arianna Rinaldi, nel quarto movimento, è il suggello perfetto: magnifico canto degli angeli, che ci trasferisce con delicatezza in realtà celestiali.

L’esecuzione del Direttore d’Orchestra Giambattista Giocoli, straordinaria, si eleva direttamente in quelle realtà, come se lui stesso danzasse o si involasse, insieme alle note che le sue mani e il suo corpo dirigono.

Grazie di cuore al Teatro del Baraccano, alla sua Orchestra, al suo Direttore per questo dono.

Elisa Salvioli

Visita guidata: Hugo Pratt e Corto Maltese

hugo pratt bolognaDomenica 15 gennaio noi di Get About con venticinque soci abbiamo visitato la mostra su Hugo Pratt. Il percorso presenta oltre 400 opere tra disegni, tavole e acquerelli. Ben fatto l’intreccio della vita e dello spirito di Hugo Pratt e di Corto Maltese, due facce della stessa personalità. La Mostra ci ha regalato emozioni tramite l’esposizione di ”50 anni di viaggi nel mito”, proiettandoci nel tema del viaggio e della ricerca del tesoro, paradigma che Hugo Pratt ha fatto della sua vita. Vorrei riportare una pillola dello stesso artista, come piccolo tributo a lui e per ricordare la magia della Visita.

”…… che l’avventura sia una componente molto bella della natura umana, ma è necessario saperla vedere, cercare…. La si può trovare dappertutto, se si ha abbastanza fantasia, perchè è una cosa di cui l’uomo ha bisogno e che viene tolta. L’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale sempre la pena di vivere.”

Grazie a tutti per la sentita partecipazione alla Visita.

Elisa Salvioli